Consiglio di Stato: la decorrenza del termine per l’impugnazione richiede una conoscenza del provvedimento sufficiente non solo a percepirne l’effetto lesivo, ma anche a cogliere elementi idonei a far emergere possibili profili di illegittimità

Con la sentenza n. 4943/2026, pubblicata in data 22 giugno 2026, il Consiglio di Stato si è pronunciato sulla questione del dies a quo del termine di impugnazione degli atti amministrativi, con particolare riferimento alle procedure di affidamento di appalti pubblici.

In particolare, nella sentenza in esame, il Consiglio di Stato aderisce all’indirizzo giurisprudenziale secondo cui ai fini della decorrenza del termine per l’impugnazione del provvedimento amministrativo, non è sufficiente che il provvedimento stesso abbia prodotto un effetto pregiudizievole nella sfera giuridica del ricorrente; è invece necessario che il soggetto interessato abbia avuto effettiva conoscenza — o conoscibilità — del vizio di legittimità che intende far valere in sede giurisdizionale.