1) Corte di Cassazione: sulla violazione obblighi antiriciclaggio da parte delle banche
Con sentenza n. 13945/2026, pubblicata in data 13 maggio 2026, la Corte di Cassazione, Sezione Terza Civile, si è pronunciata in merito alla responsabilità civile di un istituto di credito nei confronti del fallimento per presunte violazioni della normativa antiriciclaggio.
La vicenda trae origine dall’azione intentata dalla curatela fallimentare di una società nei confronti di una banca, alla quale veniva contestato di aver consentito la prosecuzione di rapporti bancari nonostante le palesi anomalie delle operazioni poste in essere dai soci della società — dal 2006 al 2010 — senza procedere alla segnalazione delle operazioni sospette alle autorità di vigilanza, in violazione dell’art. 3 del d.lgs 231/2007.
La Corte ha ribadito che la disciplina antiriciclaggio ha natura prevalentemente pubblicistica e che la sua violazione non è di per sé fonte automatica di responsabilità civile verso il cliente; tuttavia, le regole antiriciclaggio possono assumere rilievo nei rapporti tra privati quando si innestano nel contenuto del rapporto contrattuale bancario, concretizzando i doveri di correttezza e buona fede ex artt. 1175, 1375 e 1218 c.c.
In particolare, la Corte afferma che, qualora la banca abbia “concretamente ignorato plurimi e significativi segnali di anomalia, tali da discostarsi sostanzialmente dal modello di compliance pur adottato”, può emergere una effettiva responsabilità civile della banca stessa. Infatti, il rispetto del modello di cui alla normativa antiriciclaggio non deve rimanere mera analisi sulla carta: il sistema di compliance “non può essere di tipo formale, […] ma deve prospettarsi in grado di contrastare in concreto il fenomeno del riciclaggio di denaro”.
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2) Pubblicate in GU UE le nuove norme europee in materia di gestione delle crisi bancarie e tutela dei depositanti
Il 20 aprile 2026 sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea due atti normativi che riformano in misura significativa il quadro europeo di gestione delle crisi bancarie e di protezione dei depositanti.
In particolare:
- il Regolamento (UE) 2026/808 modifica il Regolamento (UE) 806/2014, rafforzando il coordinamento tra BCE, autorità nazionali e Single Resolution Board. Tra le novità principali: criteri più chiari per la valutazione dell’interesse pubblico ai fini del ricorso alla risoluzione, una disciplina più puntuale del bail-in in relazione alle passività di incerta determinazione e una revisione del funzionamento del Fondo di risoluzione unico, con nuove disposizioni sui contributi ex post e sugli impegni di pagamento irrevocabili.
- la Direttiva (UE) 2026/804 modifica invece la Direttiva (UE) 2014/49 (la c.d. Deposit Guarantee Schemes Directive), ampliando l’ambito della tutela dei depositanti. Con tale direttiva viene introdotta una protezione aggiuntiva per i depositi temporaneamente elevati, con una soglia minima di 500.000 euro fino a 2,5 milioni di euro per operazioni immobiliari, per un periodo di sei mesi. Vengono inoltre rafforzate le misure preventive e la cooperazione transfrontaliera tra autorità.
I due atti completano il pacchetto europeo di riforma della gestione delle crisi avviato negli ultimi anni.