Corte di Cassazione: sulla scissione societaria e la bancarotta fraudolenta

Con sentenza n. 32909/2026, pubblicata in data 4 settembre 2026, la Corte di Cassazione, Sez. V – Penale, si è pronunciata in materia di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale nell’ambito di un’operazione straordinaria di scissione societaria.

La Corte ha chiarito che la scissione, in quanto operazione straordinaria espressamente disciplinata dall’ordinamento, non costituisce di per sé una condotta distrattiva. Tuttavia, può integrare il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione qualora, valutandone concretamente struttura ed effetti, risulti volutamente depauperativa e pregiudizievole per i creditori della società scissa. A tal fine, assumono rilievo, tra gli altri, la situazione economico-finanziaria della società, l’entità dei beni e dei debiti trasferiti, l’effettivo riequilibrio patrimoniale e la destinazione finale dei beni.

La Cassazione ha inoltre ribadito che la bancarotta fraudolenta patrimoniale richiede il dolo generico, essendo sufficiente la consapevole destinazione dei beni a finalità estranee all’impresa, con rappresentazione del conseguente pericolo per la garanzia dei creditori.

Quanto alla bancarotta documentale, la Corte ha distinto le diverse fattispecie previste dall’art. 216 del R.D. 267/1942 e ne ha precisato il rapporto con il reato tributario di occultamento o distruzione di documenti contabili ex art. 10 D.Lgs. 74/2000, evidenziando tra le due fattispecie un rapporto di specialità reciproca.

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